sabato 18 settembre 2010

Ieri sera

Ieri sera sono uscito con un gruppo di amici e visto che tornavo dall'allenamento, uno di essi mi ha posto alcune domande sull'aikido e soprattutto sulla differenze con le altre arti marziali.
In quel particolare momento mi è venuto in mente un aspetto tra tutti, così ho cercato di spiegargli:
"Allora....semplificando parecchio, nelle altre arti marziali c'è una distinzione netta tra attacco e difesa, per cui uno attacca l'altro si difende e contrattacca e così via; nell'aikido non è ben netta la distinzione perchè chi pratica dovrebbe unirsi all'altro in maniera tale che non ci sia più attacco e difesa ma solo un movimento".
Anche cercando di spiegarlo nel modo più semplice era evidente che non mi avesse capito (potevo scorgere benissimo il cespuglio che rotola nel deserto, alternato alle scimmiette che si spulciano, tra le pieghe della sua espressione) e allora frugo nei ricordi cercando un esempio chiarificatore e ne scorgo uno apparentemente adatto:
"Non è tanto complicato come sembra, pensa che io incontri Matteo e noi spontaneamente ci diamo la mano; tu dall'esterno potresti dire se io ho dato la mano a Matteo oppure lui l'ha data a me?"
Eccola!
Si accende una scintilla in faccia al mio amico e capisco subito che il concetto è passato!

martedì 7 settembre 2010

A proposito di Concentrazione

Proseguendo il discorso della concentrazione forte anche delle ultime letture sull'origine ed evoluzione delle così dette culture orientali ho trovato in questi due video qualcosa che ritroviamo anche in quello che si è sviluppato nel filone dell'aikido..e di cui si parlava qualche post fa....

http://www.youtube.com/watch?v=Vz_KnpEoMTY

Un altro contributo che mi è sembrato valido dello stesso autore sono alcune parole su come riconoscere il proprio maestro...

http://www.youtube.com/watch?v=oNDROPG6v7s

sabato 4 settembre 2010

Piccolo esercizio

Consiglio a tutti di vedere il film "Metropia", applicando questa piccola tecnica considerarlo non un racconto di fantasia, ma come una descrizione effettiva della nostra realtà.
Poi vediamo quali sono le riflessioni che ci spuntano tra le piegucce del cervello........

giovedì 2 settembre 2010

Rientro dalla maddalena

Ciao a tutti....
sono rientrato da qualche giorno dallo stage tenutosi alla Maddalena(sardegna).
L'esperienza è stata meravigliosa sia dal punto akidoistico che di relax e vacanza.
Sorvolando le bevute di birra sarda, le mangiate di pesce e il mare stupendo e l'ottima compagnia internazionale.....
lo stage si è svolto sotto gli insegnamenti dei maestri Martufi e Villaverde che come a solito a ottimo livello hanno lavorato tutta la settimana fissando punto per punto quei concetti fondamentali dell'aikido quali l'unione armonica e precisa tra il movimento delle mani e dei piedi in ogni tecnica e quel momento che separa la marzialità del gesto con lo sviluppo dei movimenti dell'aikido. Per spiegarmi meglio per ogni attaco si è puntato molto sul primo spostamento ad evitare l'attacco ed il primo gesto di difesa da dove poi sarebbero nate tutte le tecniche finalizzate all'unione tra tori e uke.
Abbiamo lavorato abbastanza son jo e bokken ma soprattutto è stato fatto molto per ribadire l'atteggiamento e il corretto modo di spostarsi di uke, senza del quale (se lavora male) non c'e' possiblità di studiare correttamente.
Un accento particolare è stato poi messo dal M° Minegishi: uno spettacolo di per se vedere una donnina di 1 metro e50 di settanta anni muoversi come un grillo sul tatami. Al di la dei cazziatoni a suon di calci nelle palle e pugni(per fortuna non portati a segno) ogni volta uke si muoveva lento o mostrava parti vulnerabili durante il suo attacco.
Il suo aikido, poco basato sui movimenti della spada, era incentrato sulla relazione tra l'equilibrio e lo spazio che va percepito costantemente durante un attacco e guidato con elasticità e senza rigidità ed eccessiva forza.

Per il reso ve lo racconto al dojo
PS: c'era un sacco di gnocca!!!!!!

sabato 14 agosto 2010

Allenare la sensibilità

Ricordo innanzitutto che stiamo parlando dell'uso dei cinque sensi, non della capacità di intenerirsi ascoltando l'ennesima storia di cuccioli smarriti al TG5.
Ciò detto passiamo ad un'altra considerazione un po' più interessante, a meno di lesioni ognuno di noi utilizza quotidianamente i cinque sensi (più altri forse assopiti se non morti del tutto), per cui non dovrebbe suonare così assurdo allenarli per renderli più efficaci.
Nell'ambito della pratica dell'aikido ci sono stati presentati molti esercizi specifici, con una forte preponderanza nello studio del tatto, però vorrei in questa occasione proporre un'idea ulteriore per studiare i sensi praticamente in ogni situazione. La chiave di questa proposta è l'attenzione, occorre provare a porla nell'atto di usare uno dei sensi (noi li usiamo comunque in continuazione, non è che decidiamo di "iniziare" a farlo) ed inizialmente credo sia più facile procedere scegliendo un elemento specifico, alcuni esempi potrebbero chiarire quello che intendo:

- per il tatto, mentre stiamo camminando provare a sentire il vento sulla pelle, non importa per quanto sia lieve, l'umidità e il calore
- per l'udito possiamo o scegliere un suono qualsiasi e "ricercarlo" nei dintorni o registrare i suoni e i rumori che ci circondano oppure, infine, cercare di sentire chiaramente i silenzi nel marasma continuo che avvolge la vita attuale
- per la vista penso che l'uso dell'attenzione sia collegato con la capacità di ricordare, quindi occorre esercitarsi ad osservare e successivamente richiamare alla mente con il maggior grado di dettaglio possibile (oppure, e prendo in prestito un esercizio insegnatomi anni fa, potremmo provare a guardare la TV senza perdere la coscienza che i nostri occhi sono puntati ad una scatola di plastica)
- per il gusto e l'olfatto confesso non riesco a trovare esempi soddisfacenti, magari qualcuno avrà una buona idea, posso però suggerire un giochino stupido per mostrare come questi due sensi siano particolarmente interconnessi: se provate a bere ad esempio un caffè con il naso attappato, non avrà alcun sapore! (o magari ce l'ha e basta allenarsi bevendo e mangiando col naso chiuso).

lunedì 9 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010

Riconoscere lo stato di anjo daza

Nel descrivere questo punto premetto due punti assolutamente fondamentali: primo, per riconoscere uno stato dell'essere (non spaventatevi per l'espressione si tratta di roba semplice come sonno, veglia, innamoramento e anche l'essere incazzati perchè no) bisogna averlo provato sulla propria pelle (ma anche nel sangue, nei tessuti, nei pensieri, ecc.); secondo, dopo aver soddisfatto il punto primo, bisogna trovare il modo per trasporre in parole l'esperienza provata, compito notoriamente impossibile da portare a termine e per il quale si può solo procedere per approssimazioni successivi e metafore, sperando di beccare quelle giuste che spingano "il bottone giusto" nella mente di chi le riceve.
Ciò detto passo ad elencare una serie di indicazioni, piuttosto grossolane, che ho raccolto per me stesso nei tentativi di sperimentare l'anjo daza e nei successivi ragionamenti sui tentativi stessi:

- è necessario rallentare il flusso dei pensieri e questo accade da sè, avendo la pazienza di aspettare, basta non fare nulla (comodo no?)
- non bisogna dormire, sia in senso letteral-ronfante sia come ottundamento delle facoltà cognitive (esempio: guardando la tv dopo un periodo piuttosto breve il flusso di pensieri si arresta alla grande, ma è sicuro che la direzione è quella sbagliata)
- occorre osservare due cose, o meglio due insiemi, ciò che accade dentro di noi e quello che invece si trova all'esterno, senza che questo crei o rafforzi lo scorrere dei pensieri.
Queste tre fasi si alternano inesorabilmente finchè ipotizzo, con l'aiuto anche di autori infinitamente più preparati ed esperti, che succeda qualcosa di "magico" per cui questi elementi si fondono (o scompaiono per quanto ne so) in qualcosa di nuovo, che potrebbe essere anjo daza.
La cosa divertente è che tutto il lavoro, la ricerca, gli sforzi potrebbero risultare completamente inutili, poichè gli stati dell'essere hanno la simpatica caratteristica di presentarsi da se (anche se noi umani nel nostro non voler proprio accordarci con la natura abbiamo inventato le droghe), inaspettatamente, magari mentre ordini un long island al bar o ti stai scaccolando, sbeffaggiando
tutti gli incensi le musichine new age le meditazioni e gli altarini collezionati con tanta fatica e dedizione.
Quindi è meglio non esagerate con gli sforzi o con le pretese, ma d'altro canto non siate troppo sguaiati e pigri, anche se poi è bene tenere a mente che le istruzioni possono non servire ad una cippa.